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Cenni
biografici di Greta Garbo e Leopold Stokowski Greta
Garbo nacque a Stoccolma il 18 settembre 1905. Era
un’attrice statunitense. Studiò all’accademia di Stoccolma. Dopo aver
interpretato alcuni film svedesi e tedeschi l’attrice si stabilì negli
Stati Uniti. Veniva
chiamata la fatale “Divina” del cinema muto, perché anche con questo
particolare riusciva a mantenere intatto il suo fascino. Il
suo primo film americano, il Torrente, fu un grande successo; a questo
seguirono Il
suo primo film sonoro fu Anna Christie. Leopold
Stokowski cominciò la carriera di direttore d’orchestra nel Lo
rese più noto dei direttori d’orchestra l’attenzione per la
musica contemporanea. |
Storia d’amore: Greta Garbo e Leopold Stokowski a
Ravello Greta
Garbo e Leopold Stokowski si erano conosciuti a Hollywood durante un party
e da quel momento si frequentarono facendo coppia fissa. In
una lettera scritta a Ravello, Leopold confessa di essersi
innamorato della donna che ha affascinato il mondo. Arrivati a Ravello i
due amanti soggiornarono all’ Hotel Caruso per
breve tempo. Si dice che abbiano passeggiato per le strade di
Ravello. Nei
primi giorni di soggiorno a Ravello , i due innamorati trascorsero i
momenti più belli della loro love story. Dopo
la prima segretissima notte nello splendido hotel, al risveglio, il cameriere portò loro un vassoio con una rosa
appena colta e un caffé. Lei
indossava la sua vestaglia color crema con un turbante ad essa abbinata;
lui la sua giacca da camera di seta blu.
Sedevano insieme sul terrazzino. Imburravano
lentamente fette di pane tostato e sorseggiavano un tè profumato di
arancia servito in splendide tazze preziose di porcellana cinese. Subito
dopo fumavano languidamente formando nuvole di fumo che contrastavano con
l’azzurro del cielo, ascoltando i suoni della natura: il rumore degli
zoccoli dei muli che passavano sotto con il loro carico, il latrato di un
cane, il canto di un gallo e in lontananza di un brano di Chopen. Una
delle mattine al Caruso… Dopo
la colazione, la bellissima Greta, si immerse in un bagno caldo con spezie
profumate. Finito il meraviglioso bagno, con l’aiuto di una sua fidata
cameriera, incominciò a vestirsi con abiti drappeggiati e morbidi che si
addicevano al suo carattere. Con
Leopold al suo fianco, spesso si recava fuori dall’albergo per poter
visitare le stradine di Ravello. Camminavano lentamente e lei ogni tanto
appoggiava la testa sulla spalla di lui. Si
fermavano a raccogliere fiori e a guardare i giardini che si stagliavano
sull’azzurro del cielo. Arrivati
sul prato di Villa Cimbrone sedevano a leggere libri. Lui
preferiva testi filosofici mentre lei preferiva i classici della
letteratura tedesca. Le ore trascorrevano piacevolmente e arrivava l’ora
di pranzo. Tornati in albergo salivano in camera a cambiarsi d’abito e a
rinfrescarsi, consumavano poi il pranzo nel patio circondati dalle
bouganvillee viola e rosse. Gradivano molto le specialità gastronomiche
di Ravello: scialatielli, crespoline, frittura di pesce, pesce al sale,
tutto innaffiato dal vino bianco locale. Concludevano
il pasto con i bigné al limone e al cioccolato. Finito il pranzo
scendevano nel soggiorno dove lentamente sorseggiavano caffé dolce. Nel
pomeriggio trascorrevano il loro tempo a giocare a tennis nel campetto nei
pressi dell’albergo. Lei con la gonnellina bianca di seta e il
cappellino per proteggersi dal sole, lui invece, con pantaloncini e una
fascia colorata. Giocavano
per ore e si faceva presto sera. Quando tornavano in albergo di nuovo un
bagno, cambiandosi d’abito per la cena: lei molto elegante, una delle
volte in cui è stata vista, indossava un abito da sera rosa con ricami
bianchi, una collana di madre perla, capelli raccolti in uno chignon e
delle scarpe décolletè e completava la toilette con due gocce di Chanel
n°5, lui invece in giacca e cravatta. L’ultima
sera del loro viaggio i due innamorati, mentre attraversavano la Piazza
Duomo di Ravello, Leopold pensava che quella serata sarebbe stata ideale
per la sua proposta di matrimonio. Arrivati a Villa Cimbrone il cameriere
condusse loro al solito tavolo, dove sotto le stelle mangiarono e lui dal
taschino della giacca estrasse un astuccio di velluto rosso e glielo
porse. Lei lo aprì e vide un bellissimo anello di rubini e smeraldi.
Tuttavia questo momento meraviglioso fu interrotto dall’irruzione dei
giornalisti che li tempestarono con domande e flash. Da quel giorno i due
si rinchiusero nell’albergo senza rilasciare alcuna intervista e di loro
non si ebbe più notizia. Greta, per difendere la loro vita privata,
dichiarò che il signor Stokowski era solo un amico e che lui le aveva
offerto un viaggio solo per
poterle mostrare luoghi bellissimi come Ravello. La
magia di un momento d’amore meraviglioso era come d’improvviso perso
per sempre. L’incantesimo tra i due
si spezzò. Troppe erano le difficoltà dovute
all’inconciliabilità dei loro mondi con la realtà. Inoltre da quel
giorno mancò loro quella che oggi chiamiamo privacy… Giunti,
poi, alla fine di quella che non avrebbe dovuto essere una semplice
vacanza… Mentre salutavano Ravello, Leopold si rese conto che ormai erano svanite per sempre le probabilità di far suo il cuore di Greta. Dopo ciò Greta decise di non vederlo mai più. Eleonora Mansi, Gemma Scala, Rita Cioffi,Viviana
Gennaro III A
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I
Kennedy a Ravello Mia
madre ricorda che nel
Gennaro
Cipolletta III
A
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I Savoia I Savoia soggiornarono a Ravello nel periodo tra
il 1926 e il 1944. Significativo momento storico che segna l’avvento del
Fascismo, il suo splendere e il suo decadere. Definitivamente e insieme ad
essi muore la monarchia in Italia. Vittorio Emanuele III, salito al trono nel 1900,
si rese favorevole alla ripresa liberale dell’ Italia. Tuttavia non
facili sono stati gli anni del ventennio tra le due guerre per i Savoia di
cui si ha notizia già dal 15 maggio del Oltre a questo episodio ricordato dai nostri
nonni, si dice che il re Vittorio Emanuele III sia stato qui anche in
un’altra triste occasione, quando in un momento difficile si “rifugiò”
a Ravello nel 1938. Il re durante il suo soggiorno andava ogni giorno
sul fronte, mentre la regina Elena andava in giro per Ravello a visitare
monumenti e monasteri. Mentre in quel periodo Lord Grimthorpe,
proprietario di Villa Cimbrone, guadagnava soldi grazie ai biglietti
d’ingresso, la regina andava di casa in casa per tutta Ravello cercando
poveri e malati. Il giorno dopo le sue visite, portava a questi medicine e
soldi. Intervistando una ragazza dell’epoca abbiamo
scoperto la generosità della regina. “Quando la regina era qui, mi ricordo, che mia
zia era malata e quindi venne a casa a chiedere se c’era bisogno di
aiuto. Anche se mia zia rifiutò l’aiuto sicuramente la regina ci
avrebbe aiutato in qualsiasi modo”. In una fredda giornata
del 1944, il re Vittorio
Emanuele III con la regina
Elena, dopo alcuni mesi di sosta a Brindisi,approdarono in villa
Episcopio, ospiti del Duca di Sangro. Il 22 aprile del Il 4 giugno Vittorio Emanuele firmò in villa
Episcopio il decreto per trasmettere il potere al figlio. |
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Il
Re a Ravello
L’ 11 febbraio 1944, mentre il governo provvisorio italiano guidato
da Badoglio si trasferiva a Salerno,il re Vittorio Emanuele III si trovava
a Ravello. Era ospite del barone Compagna, mentre gli alberghi ravellesi
ospitavano gli inglesi con cui l’ Italia aveva firmato l’ armistizio,
voltando le spalle a Hitler. In segno di ospitalità nei confronti del re
e della consorte regina Elena, i ravellesi asfaltarono la strada del Toro
per permettergli di salire fin sopra in auto. Il principe Umberto si recò a casa dell’ intervistata Di Lieto Rita,
per chiedere ospitalità per i suoi ufficiali, ma visto che c’ erano
numerosi bambini, decise di andare via. Lui e il padre lasciarono una foto con dedica. La regina Elena, una domenica sì e una no, si recava in piazza a Scala
a dare cibo alle famiglie povere che aspettavano con le gavette in mano. Molte persone chiedevano notizie
dei cari in guerra dandole le "suppliche” ( carte con il nome dello scomparso). Una donna molto povera
chiese alla regina degli abiti per i numerosi figli. La regina, che era
molto umana, glieli fece avere. Dopo diversi mesi la famiglia reale si trasferì a Raito e in seguito a Napoli.
Sara Lucibello I B
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La regina Elena
a Ravello
Gli anziani del paese narrano che 50 anni fa, Ravello era un paese
assai povero perché c’era stata la guerra. In questo periodo risiedeva il re Vittorio Emanuele terzo con la moglie
Elena. Quest’ultima abitava vicino alla casa della mia bisnonna. Una mattina, la mia bisnonna era indaffarata nelle faccende domestiche. Di fronte, la regina Elena godeva il bellissimo panorama della Costiera. Ad un tratto la regina chiese alla mia bisnonna se aveva figli e la
bisnonna le rispose di sì. All’indomani la regina le portò del cibo e del vestiario aiutandola
a far sopravvivere la famiglia.
Sara Lucibello I B
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Gore
Vidal Gore Vidal è un noto scrittore americano, ammaliato Come mi ha narrato mio nonno lui era alto, scuro e simpatico.Ora è
molto anziano, vive a New York ed ha bisogno di cure. Mio nonno mi ha raccontato anche che quando egli visitò per la prima
volta Ravello se ne innamorò tanto da trascorrere gran parte della sua
lunga vita. Andò ad abitare in una meravigliosa villa, la “Rondinaia”, da dove si gode una vista spettacolare ed il colore del mare si confonde con quello del cielo. Spunta dalla roccia una come un
nido di rondini ed evoca una sensazione solitudine. Pur essendo uno molto famoso si riteneva una persona come tutte le
altre ma con la fortuna di essere capitato in un posto simile. Quando usciva con il suo segretario,cantava e fischiava. Ma il suo difetto era quello di bere molto. In piazza si divertiva a far giocare il suo
cane,Rosey,e farlo
impazzire con un bastoncino di legno o con un pallone. Ha scritto molti libri, gran parte ispirati a
Ravello, concentrato su
una villa dove c’era molto silenzio e tranquillità. Adesso i libri non li scrive più perché è anziano ed ha bisogno di
assistenze sanitarie.
Annalisa
Cioffi 1B
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Benito Mussolini
Benito
Mussolini nasce lungo un casolare nel villaggio di Dovia il 29 luglio
1883. Figlio di un fabbro, si avvicinò da
giovanissimo al socialismo, anche per influenza del padre. Conseguito il
diploma di maestro nel Preoccupato di rafforzare il suo potere, Mussolini
stipulò con Ma la guerra segnò sia
la fine del sogno imperiale fascista, svanito dopo le numerose sconfitte
militari. Messo in minoranza dal Gran consiglio del fascismo con il
cosiddetto “ordine del giorno Grandi” il 25 luglio 1943, il duce fu
fatto arrestare dal re, che nominò capo del governo il maresciallo
Badoglio. Liberato dai tedeschi, Mussolini divenne un semplice strumento
nelle mani di Hitler, che lo pose formalmente alla guida della Repubblica
sociale italiana, il regime collaborazionista instaurato nell’Italia
settentrionale controllata dai tedeschi. Il 27 aprile del 1945,
travestito da soldato tedesco, Mussolini tentò di fuggire in Svizzera con
la sua amante Claretta Petacci. Riconosciuto dai partigiani a Dongo, fu
catturato e giustiziato il 28 aprile Mussolini a Ravello 1
Mussolini,
giungendo in incognito nella splendida Ravello, la ribattezzò per
l’occasione “la bellissima” e rimase affascinato dalle bellezze
naturali ed artistiche del luogo. In questa occasione Benito Mussolini
incontrò l’ingegnere De Cinque, che abitava in una villa nei pressi di
Cimbrone. Il 25 ottobre del 1930, si dice che Padre Maria Giuseppe
Palatucci, guardiano del Convento di San Francesco di Ravello, ebbe l’
onore di essere presentato a Benito Mussolini, in occasione delle nozze
tra Boris III di Bulgaria e Giovanna di Savoia celebrate in Assisi. Il
francescano in quell’occasione parlò al Duce di una questione
controversa che riguardava il Convento dei Frati minori. Molti anni dopo,
i frati, ritornarono a Ravello, e riaprirono
il convento San Francesco. Con la legge del 1866 i conventi vennero
soppressi. In seguito anche Beato Bonaventura ebbe parte del convento
insieme ai frati. Anche Mussolini,come tanti altri, ebbe la fortuna di
visitare il paese più bello della costa amalfitana: RAVELLO Mussolini
a Ravello 2 Mussolini
soggiornò a Ravello nel 1941. In quegli anni il sign. Pantaleone Cioffi, o meglio mio nonno, stava prestando il servizio militare, cosa che lo portò a conoscere direttamente il Duce In
base ai suoi racconti, il viaggio di Mussolini nel ‘Paese dei limoni’
doveva avvenire
in segretezza, ma il potere delle
masse lo portò a parlare in pubblico attraverso dei comizi che riscossero un
successo senza precedenti. Soggiornava
all’hotel Caruso e durante le sue passeggiate pomeridiane era sempre
accompagnato da un corteo militare . Mio
nonno era uno dei suoi più grandi sostenitori tanto da iscrivere uno dei
suoi figli Pietro Cioffi- meglio conosciuto come zio Pierino- ai figli
della lupa; ovvero un’associazione che reclutava i giovani italiani e li
formava all’ ordine fascista. A
livello provinciale Mussolini
attuò numerose riforme. Uno
dei suoi primi progetti fu quello di
bonificare le zone malsane della provincia salernitana . Mise
a punto una campagna edilizia che portò alla costruzione di nuovi
edifici che diventarono case, oppure luoghi
di lavoro . Importante
fu inoltre l’acquedotto- che copriva una zona che andava dalla Campania
alla Calabria. Molti
lo ricordano per il ‘ sabato Fascista ’ con il quale richiamava
all’ordine i militare facendoli banchettare e dando loro occasioni di
ritrovo. Benché
la storia degli anni cinquanta e sessanta dica il contrario, molti
coetanei di mio nonno lo ricordano come un uomo coraggioso e
molto determinato. Molti anziani di Ravello affermano che se fosse
rimasto al potere avrebbe potuto cambiare la storia dei miei giorni. OPERA
ITALIANA “PRO ORIENTE” ITALIANI! AMATE
IL PANE Cuore
della casa Profumo
della mensa Gioia
dei focolari RISPETTATE
IL PANE Sudore
della fronte Orgoglio
del lavoro Poema
di sacrificio ONORATE
IL PANE Gloria
dei campi Fragranza
della terra Festa
della vita NON
SCIUPATE IL PANE Ricchezza
della Patria Il
più soave dono di Dio Il
più santo premio alla Fatica
Umana.
Mussolini Roma
10 gennaio 1928-anno VI°
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