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Bonaventura
Mansi Bonaventura Mansi era
una persona di imponente corporatura. Amava ascoltare le opere liriche che
spesso lo commuovevano e sapeva suonare il pianoforte. La sua voce
possente gli permetteva di partecipare attivamente al coro della chiesa.
Questi è stato per quarant’ anni insegnante di scuola elementare a
Scala. Dal ricordo dei suoi colleghi, il professore era un uomo
estremamente cortese e gentile. Oltre ad essere docente, Bonaventura Mansi
è stato per diversi anni vicesindaco di Ravello; egli si interessava
anche di arte per la quale aveva una particolare propensione, infatti
dipingeva e scolpiva pietre e legno, creava sculture e spesso si impegnava
in opere di restauro come nel caso dei resti del Beato Bonaventura da
Potenza e della croce situata nella cappella del cimitero ravellese.
Alcune delle sue opere, come il Battistero e la croce sospesa sull’
altare, si trovano nella chiesa di Pastena ad Amalfi. I suoi alunni lo
ricordano non solo come professore di lettere, ma anche come uomo di
grande creatività perché egli decise di trasmettere la sua bellissima
dote anche ai suoi alunni. Si potrebbe anche
dire che Bonaventura Mansi ha ereditato le sue doti artistiche dal padre
Nicola, costruttore di Villa Cimbrone. |
Il
dottor Gambardella Mia
nonna mi ha raccontato che, una quarantina di anni fa, c’era solo un
medico a Ravello: il dottor Bonaventura Gambardella. Il
dottor Gambardella è stato medico condotto, in questo paese, per molti
anni. Questi
era nato a Castiglione, viveva e lavorava in piazza Vescovado. Tutte
le domeniche andava in chiesa per partecipare alla S. Messa. Era
molto bravo, dava consigli alla gente per essere in buona salute, curava
le persone e ogni giorno, faceva il giro del nostro Paese a piedi, anche
se era una delle poche persone che possedeva un’automobile. Egli era
sposato ma non aveva figli e insieme a sua moglie mangiavano poco per dare
agli altri e regalava le medicine ai suoi pazienti. Mia
madre, quando era piccola, ebbe la “tenia solium”e fu curata da lui. La
moglie del dottore, alla sua morte, donò al Comune di Ravello la prima
ambulanza chiamata “dottor Bonaventura Gambardella” in onore del
marito. Ferrara Laura |
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Paolo
Caruso La
mia bisnonna mi ha raccontato che un grande personaggio di Ravello fu
Paolo Caruso. Egli
era un pittore ravellese, chiamato anche principe dei “costaioli”
perché con i suoi pennelli esaltò la bellezza dei nostri paesaggi. Mi
ha riferito che nacque a Ravello nel 1908,
a undici anni mise in pratica la sua passione, colorava le scatole
dei fiammiferi. Paolo,
all’età di sedici anni, cominciò a dipingere con i colori ad olio che
gli erano stati donati dal padre. Nel
1931 partecipò ad una Mostra a Napoli, esponendo le sue opere ispirate ai
bellissimi paesaggi della Costiera Amalfitana. Egli fu
anche albergatore e insieme alla sua famiglia fu proprietario del
famoso hotel che di lui porta il nome. E’ a
Paolo Caruso che è dovuto anche l’ appellativo a questo paese di
“Ravello città della Musica”, per i
numerosi concerti wagneriani che organizzava nella Villa Rufolo,
quando era ancora in vita.
Laura
Ferrara I A |
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